giovedì, 31 maggio 2007



Cyrano7 alle 17:20
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domenica, 27 maggio 2007

Un capolavoro


Giorgio Gaber - C'è solo la strada

[parlato] Maria, ti amo.
Maria, ho bisogno di te.
Poi la stringo e la bacio, infagottato d'amore e di vestiti. E anche lei si muove, felice della sua apparenza e del nostro amore. E la cosa continua bellissima per giorni e giorni. Una nave, con una rotta precisa che ci porta dritti verso una casa, una casa con noi due soli. Una gran tenerezza e una porta che si chiude.

Nelle case non c'è niente di buono,
appena una porta si chiude dietro a un uomo...
succede qualcosa di strano, non c'è niente da fare:
è fatale, quell'uomo comincia a muffire.
Basta una chiave che chiuda la porta d'ingresso!
che non sei già più come prima
e ti senti depresso!!
La chiave tremenda, appena si gira la chiave,
siamo dentro a una stanza,
si mangia, si dorme, si beve....

[parlato] Ne ho conosciute tante di famiglie, la famiglia è più economica, protegge di più. Ci si organizza bene, una minestra per tutti, tranquillanti, aspirine per tutti, gli assorbenti, il cotone, i confetti Falqui. Soltanto quattrocento lire per purgare tutta la famiglia. Un affare. Si caga, in famiglia. Si caga bene, lo si fa tutti insieme.

Nelle case non c'è niente di buono,
appena una porta si chiude dietro a un uomo...
quell'uomo è pesante e passa di moda sul posto!
incomincia a marcire, a puzzare molto presto!
Nelle case non c'è niente di buono
c'è tutto che puzza di chiuso e di cesso!!!
si fa il bagno, ci si lava i denti
ma puzziamo lo stesso...
Amore... ti lascio, ti lascio...

C'è solo la strada su cui puoi contare...
la strada è l'unica salvezza.
c'è solo la voglia, il bisogno di uscire,
di esporsi, nella strada, nella piazza...
perché il giudizio universale
non passa per le case,
le case dove noi ci nascondiamo...
bisogna ritornare nella strada!
nella strada per conoscere chi siamo...

C'è solo la strada su cui puoi contare...
la strada è l'unica salvezza.
c'è solo la voglia, il bisogno di uscire,
di esporsi, nella strada, nella piazza...
perché il giudizio universale
non passa per le case
e gli angeli non danno appuntamenti,
e anche nelle case più spaziose
non c'è spazio per verifiche e confronti...

[parlato] Laura, ti amo.
Laura, ho bisogno di te.
Con te io ritrovo la strada, le piazze, i giovani, gli studenti. Li avevo lasciati qualche anno fa con la cravatta. Sono molto cambiati, sono molto più belli. Le idee, sì, le idee sono cambiate, e i loro discorsi e il modo di vestire. Gli esseri meno. Gli esseri non sono molto cambiati. Vanno ancora nelle aule di scuola a brucare un po' di medicina, fettine di chimica, pezzetti di urbanistica con inserti di ecologia, a ore pressappoco regolari. Ed esiste ancora il bar, tra un intervallo e l'altro. E poi l'amore, per fabbricarsi una felicità. Come noi ora. Una coppia, e ancora tante coppie.
Unica diversità, un viaggio in India su una Due cavalli. Due, come noi.
E poi ancora una porta e ancora una casa,
ma siamo convinti che sia un'altra cosa...

Perché abbiamo esperienze diverse,
non può finir male..
perché abbiamo una chiave moderna,
abbiamo una Yale!
perché è tutto un rapporto diverso
che è molto più avanti,
ma c'è sempre una casa, con altre aspirine e calmanti!
e di nuovo mi trovo a marcire
in un'altra famiglia, la nostra, la mia
abbracciarla guardando la porta
e la mia poesiaaaaa!!!
Amore... ti lascio, vado via...

C'è solo la strada su cui puoi contare...
la strada è l'unica salvezza.
c'è solo la voglia, il bisogno di uscire,
di esporsi nella strada, nella piazza...
perché il giudizio universale
non passa per le case,
in casa non si sentono le trombe,
in casa ti allontani dalla vita,
dalla lotta, dal dolore, dalle bombe...

[parlato] Lidia, ti amo.
Lidia, ho bisogno di te... ma, per favore, in un hotel meublé.

Perché il giudizio universale
non passa per le case,
le case dove noi ci nascondiamo!
Bisogna ritornare nella strada!
nella strada per conoscere chi siamo...

C'è solo la strada su cui puoi contare...
la strada è l'unica salvezza.
c'è solo la voglia, il bisogno di uscire,
di esporsi nella strada, nella piazza...
perché il giudizio universale
non passa per le case,
in casa non si sentono le trombe,
in casa ti allontani dalla vita,
dalla lotta, dal dolore, dalle bombe...

...perché il giudizio universale
non passa per le case,
in casa non si sentono le trombe,
in casa ti allontani dalla vita,
dalla lotta, dal dolore, dalle bombe...


Cyrano7 alle 11:40
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giovedì, 24 maggio 2007

May 24 2007, 1.40 a.m.


Come Pierma già saprà, il post, today, è molto poco in linea con l'oscuro della grafica di questo blog e del consueto tono riflessivo e intimistico (quale d'altronde io sono). Infatti mi sono anche un po' stancato di tutto sto nero nella grafica... presto credo cambierò il template.
Ieri sera eravamo al solito locale, io e Pierma, in una delle serate karaoke più vuote che ho visto.
Meglio per noi che abbiam potuto occupare all'infinito la postazione microfono, alternandoci a una ragazza con madre, con le quali ci facevamo da unico pubblico a vicenda!! All'1.40, già con gli occhi sull'orologio...l'inaspettato. Mentre Pierma si scuoia l'animo su "El bandolero stanco", entra un gruppo di americani! (che scopriremo poi essere giocatori - e alcuni, immagino, séguito - di una squadra di basket che giocherà stasera un'amichevole a San Marino). Insieme a loro una ragazza sulla trentina, carina e di grande fascino. Loro siedono accanto a noi e alcuni cominciano a intercambiarsi al microfono (con L., proprietario dell'attrezzatura, disperato, ché di solito chiude il karaoke alle 2 al massimo, e invece loro sembra abbiano serie intenzioni di continuare!). Intanto la ragazza si avvicina a noi e io e Pier, con il pochissimo inglese che conosciamo, tentiamo di stabilire un minimo di contatto (ho scoperto l'unica cosa al mondo per cui vale la pena sutdiare lingue: poter comunicare con le persone! ma io non so le lingue, quindi il problema non mi si pone!!). Intanto loro cantano, ballano... emanano energia da tutte le parti! (Enzo passa indifferente, la nuova cameriera - che a me sta sempre più simpatica, e credo che prima o poi sostituirà l'Elena - guarda fra il divertito, il felice, l'attonito)... è sorprendente come le persone abituate a stare in mezzo ad altra gente ti diano fiducia senza pregiudizio... non credo che noi faremmo la medesima cosa se ci trovassimo ad Easton (coè casa loro, dove d'altronde io non metterei neanche piede, dal momento che nel loro Stato c'è ancora la pena di morte). Invece la ragazza, di cui non ho capito il nome, ci sorride e ci parla come se fossimo amiconi da sempre, ci fa fotografie, chiede quali canzoni conosciamo in inglese, cosicché possiamo cantare con loro..adorabile. E alla fine ci invita alla partita di stasera! Al momento di tornare a casa un misto di allegria e burdelli-com'è-grande-il-mondo-e-quanta-gente-così-diversa.


Cyrano7 alle 13:18
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Davanti, una ragazza in verde scuro. Ha ripetuto per tutta la mattina l'esame per il quale siamo in sto corridoio, praticamente tutte ragazze, a parte me, quasi tutti sconosciuti gli uni agli altri (le attese nei corridoi, soprattutto per esami come questo, fanno stringere piccole relazioni e solidarietà nell'arco di un'ora..). Poco lontano da lei c'è sua sorella, anche lei deve dare lo stesso esame. Sua sorella sembra una che se la tira un po', è molto più spigliata della ragazza in verde, e si capisce subito chi è introversa e chi estroversa. La ragazza in verde è silenziosa, trema un po'.. ha i capelli neri e (mannaggia a me che non ricordo mai il colore degli occhi!) gli occhi azzurri, se non ricordo male. A me manca il respiro per la paura: loro sanno tutto lo scibile, anche le virgole, io ho preparato quest'esame in venti giorni. Cominciano le prime avvisaglie: la professoressa sbatte fuori un paio di persone, una esce in lacrime e racconta di aggressioni verbali piuttosto dure. Sfuma la speranza del professore alla mano e poco esigente, e del "vado e vediamo quel che vien fuori"..questa è un incrocio fra Mussolini e la signora Medlock.
La ragazza in verde viene chiamata dentro... dopo cinque minuti esce piangendo e singhiozzando. Era entrata agitatissima e alla prima di domanda di Medlock ha cominciato a tentennare, alla prima alzata di voce di Mussolini è scoppiata in lacrime.
Entra sua sorella che ovviamente, da estroversa quale è, sa tirarsi su da sola e raccatta un votino.
Ma questo a me non importa. Mentre lei è dentro cerco un contatto con la ragazza in verde, la vorrei abbracciare, ma sono uno sconosciuto per lei, le vorrei dire "calmati...", ma non so nemmeno il suo nome... Così faccio l'unica cosa che posso fare, lì come sono, diviso dal muro della non conoscenza: guardarla. Lei continua a piangere singhiozzare e tremare...ogni tanto si guarda intorno, cercando di calmarsi, come se dicesse a se stessa "sei in pubblico! non farti vedere piangere". A un certo punto chiede "Perché mi guardate tutti?". Le altre ragazze quasi tutte zitte, forse qualcuno accenna una risposta.. le rispondo io, cercando di tenere il tono di voce basso, come se stessimo parlando io e lei (ahahaha! su una panchina, vicino ad altre cinque persone, in mezzo a un corridoio!!!).. le rispondo che la osserviamo per solidarietà, perché tanto prima o poi ci capitiamo tutti, se non ci siamo già capitati. Ma io la osservo perché è tenera, perché vorrei abbracciarla e dirle di non piangere... la osservo perché non sono capace di vedere una ragazza che piange e stare con le mani in mano. La osservo perché è sensibile, perché ha gli occhi belli.
Qualche tempo dopo la incontro per strada e si ricorda di me, mi saluta e mi chiede persino com'è andato l'esame (lei se n'è andata appena sua sorella è uscita.. io mi sono ritirato dall'appello, e penso che toglierò l'esame dal piano di studi).
Qualche volta la incontro in facoltà e la saluto sempre, e lei si ricorda.. anche se non so il suo nome...


Cyrano7 alle 15:49
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mercoledì, 23 maggio 2007

Piccole riflessioni


Venerdì scorso tornavo a casa in macchina, e guidavo con gli occhiali da sole. Nel salire verso San Marino vedevo il mio piccolo paese delinearsi in verde scuro, poi tolti gli occhiali tutti i colori sono diventati chiari e illuminati dalla luce del tramonto. Guidavo coi finestrini abbassati e respiravo i profumi di questo piccolo buco di mondo, che tutti noi inquieti fuggiamo. Perché troppo spesso ci soffermiamo sulle parole della gente, sul clima culturale, sul silenzio e la solitudine angosciante che ci opprimono, anche quando si dovrebbe parlare ed esserci. San Marino per noi è, spesso, come scrisse Teo, una bocca che ci risucchia, che ci mangia il cervello e il cuore.
Ma quando si sta lontani un po' di tempo e poi si torna, si vede che la terra, gli alberi, il cielo, i profumi, sono senza colpa. E' la gente che ti stupra il cervello, non il paese.
L'atmosfera di questi luoghi ancora mi tocca, e mi fa ringraziare.


Cyrano7 alle 15:08
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martedì, 22 maggio 2007

Comunicazione


In questi ultimi giorni ho avuto delle idee per scrivere. Ma ho preferito tralasciare per questioni private. Da domani, piano piano, comincerò a pubblicare le riflessioni che ricordo.


Cyrano7 alle 12:49
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Riprovo a smettere di fumare.


Cyrano7 alle 01:52
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giovedì, 17 maggio 2007

Riflessione a puntate, prima


Questo tempo che mi tartassa il cuore.
Ma appena sotto la scorza, un mondo che freme, che vorrebbe vivere e che allo stesso tempo non lo sa fare.
Ricordi tornano a galla.
Scopro (riscopro) di aver paura dei contesti complessi, delle cose decodificate o obbligate, dei grandi gruppi, compatti o divisi che siano.


Cyrano7 alle 10:33
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domenica, 13 maggio 2007


 


Cyrano7 alle 01:47
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giovedì, 10 maggio 2007

Pensieri di ieri sera


La vita è nelle strade, nella piazze.
La vita è respirare l'aria della sera.
E' commuoversi per un profumo,
sentire il cuore riempirsi a un sorriso.
La vita è voler bene a qualcuno, è abbracciare un'amica.
La vita è sentire che conti qualcosa per qualcuno; che conti davvero, per ciò che sei!
La vita è RESPIRARE, sentirsi liberi di essere completamente se stessi, ed essere apprezzati per ciò che si è.
La vita è avere una persona che ti conosce a fondo e con cui puoi parlare serenamente di te...
Ma invece mi ritrovo ancora a girare solo nella città che mi ha adottato, immerso nelle sensazioni..
Che so sarebbero magiche con una persona accanto, ma che ora mi fanno sentire solo la spina di quell'assenza.


Cyrano7 alle 15:55
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giovedì, 03 maggio 2007



Cyrano7 alle 17:59
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