giovedì, 15 febbraio 2007

IO NON SONO UN LINGUISTA


Io non sono un linguista. L'ho sempre saputo. Ma me ne sono reso conto solo un mesetto fa, quando un ragazzo, insegnante di inglese, mi disse “per chi come noi è un linguista...” e io ci ho pensato... io non mi sento un linguista. Sono curioso sì di conoscere le grammatiche, di conoscere il lessico... ma curioso, non interessato. E poi non sono curioso di praticare la lingua, mi interessa solo conoscerla vagamente, al massimo leggerla, e poi non per tutte le lingue.
E non sono nemmeno un letterato, o almeno non un tecnico della letteratura: in un testo non analizzo gli espedienti stilistici, non considero minimamente dove finiscono i paragrafi, me ne sbatto allegramente se il testo è scritto in prima o in terza persona... queste cose sono ovvietà! Ogni cretino può prendere in mano un testo e farne l'analisi! E' una cosa idiotissima.
Io amo quelli come Vecchioni, come il prof. B. di San Marino, come Silvio Orlando in "Auguri Professore". Amo gli insegnanti che si soffermano sui motivi della disperazione di un romantico, che ti fanno amare il sogno di un idealista. Che si soffermano sulla SOSTANZA, la forma sono capaci tutti a capirla, è decodificazione, basta leggere qualche critica di qualche aspirante dio, che crede di avere ragione al di sopra di ogni altro critico (e infatti i programmi d'esame pullulano di critici, spesso, guardacaso, professori o amici di).
Ho scelto Lingue e Letterature Straniere, sperando nello spazio che avrebbe dovuto avere il secondo sostantivo, mentre mi sono accorto che in realtà il corso si sarebbe dovuto chiamare  Ipocrita Ibrido di Interpretariato, Linguistica straniera e Analisi Testuale.
Mi domando se gli studenti di Lettere vivano la stessa situazione.


Cyrano7 alle 19:39
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venerdì, 09 febbraio 2007



Cyrano7 alle 20:59
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sabato, 03 febbraio 2007

Via


Scusate, ma è l'unico video streaming che ho trovato che non metta sopra a questa canzone delle immagini idiote...questa canzone deve essere ascoltata, non vista, perché le immagini nascono in te.


Cyrano7 alle 12:06
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giovedì, 01 febbraio 2007

Maestri


“...è un uomo enorme, un pachiderma vestito di velluto scuro; siede goffamente su una sedia posta davanti alla cattedra, le mani sui braccioli, le gambe allungate sul pavimento. È a contatto diretto con i suoi allievi eppure non sembra che li stia guardando... le palpebre sono quasi socchiuse. [...] Un pifferaio magico che riesce a incantare l'anima di ognuno dei suoi allievi senza forzature, senza costrizioni, con la leggerezza di un falco nell'aria. [...] Li seduceva tutti i giorni non semplicemente di sé, ma [...] alle emozioni: ora dopo ora instillava fantasie, miracolose evoluzioni della mente. [...] [I grandi maestri] non conoscono l'indifferenza, ma sanno l'empatia e consapevolmente la alternano alla distanza: entrano in sintonia con ciascuno dei ragazzi per sentire, di ognuno, le aspettative, i sogni, le paure, i blocchi; li elaborano da adulti e restituiscono risposte che li comprendono e li rispettano, lentamente erodendo i limiti e liberando le capacità individuali.”

Voi, noi - Paolo Crepet

Figlio chi t'insegnerà le stelle
se da questa nave non potrai vederle?
Chi t'indicherà le luci dalla riva?
Figlio, quante volte non si arriva...
Chi t'insegnerà a guardare il cielo
fino a rimanere senza respiro?
A guardare un quadro per ore e ore
fino a avere i brividi dentro il cuore?
Che al di là del torto e la ragione
contano soltanto le persone?
E che non basta premere un bottone
per un' emozione?

Figlio, figlio, figlio - Roberto Vecchioni


Cyrano7 alle 13:31
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giovedì, 01 febbraio 2007

Strada Facendo


Io ed i miei occhi scuri siamo diventati grandi insieme,
con l'anima smaniosa a chiedere di un posto che non c'è...
tra mille mattini freschi di biciclette,
mille più tramonti dietro i fili del tram
ed una fame di sorrisi e braccia intorno a me...
Io e i miei cassetti di ricordi e di indirizzi che ho perduto...
ho visto visi e voci di chi ho amato prima o poi andar via..
ho respirato un mare sconosciuto nelle ore larghe e vuote
di un'estate di città,
accanto alla mia ombra lunga di malinconia...
Io e le mie tante sere chiuse come chiudere un ombrello,
col viso sopra al petto a leggermi i dolori ed i miei guai...
ho camminato quelle vie che curvano seguendo il vento
e dentro a un senso di inutilità...
e fragile e violento mi son detto tu vedrai...
vedrai...
vedraaaai...

Strada facendo vedrai!
che non sei più da solo...
strada facendo troverai
un gancio in mezzo al cielo...
e sentirai la strada far battere il tuo cuore
vedrai più amore, vedrai...

Io troppo piccolo tra tutta questa gente che c'è al mondo,
io che ho sognato sopra un treno che non è partito mai...
e ho corso in mezzo ai prati bianchi di luna
per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità
e giovane e invecchiato mi son detto tu vedrai...
vedrai...
vedraaaai...

Strada facendo vedrai!
che non sei più da solo...
strada facendo troverai
anche tu un gancio in mezzo al cielo...
e sentirai la strada far battere il tuo cuore
vedrai più amore, vedrai...

E una canzone neanche questa potrà mai cambiar la vita!
Ma che cos'è che ci fa andare avanti e dire che non è finita??!
cos'è che ci spezza il cuore tra canzoni e amore,
che ci fa cantare e amare sempre più,
perché domani sia migliore, perché domani tu...

Strada facendo vedrai!
perché domani sia migliore, perché domani tu...
Strada facendo vedrai!
perché domani sia migliore, perché domani tu...


Cyrano7 alle 02:34
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